AddettiAntincendio.net

Teoria e quiz interattivi per la formazione del personale addetto al servizio antincendi

Corso Antincendio
Le misure di protezione attiva

Caratteristiche degli estintori più comuni

Estintori a polvere

Le polveri possono essere di tipo:

  • ABC, polveri polivalenti valide per lo spegnimento di più tipi di fuoco (legno carta liquidi e gas infiammabili), realizzate generalmente da solfato e fosfato di ammonio, solfato di bario, ecc.
  • BC, polveri specifiche per incendi di liquidi e gas costituite principalmente da bicarbonato di sodio

L'azione esercitata dalle polveri è di tipo chimico (inibizione del materiale incombusto tramite catalisi negativa), di soffocamento della fiamma e di raffreddamento.

L’estintore a polvere può essere utilizzato su fuochi di classe A, B, C, classe D (solo con polveri speciali), quadri e apparecchiature elettriche fino a 1000 V (se espressamente indicato nelle avvertenze); l'utilizzo di estintori a polvere contro fuochi di classe F è considerato pericoloso.

Le polveri essendo costituite da particelle solide finissime, possono danneggiare le apparecchiature e macchinari.

Una volta spento l’incendio è opportuno arieggiare il locale, in quanto, oltre ai prodotti della combustione (CO, CO2, vari acidi e gas, presenza di polveri incombuste nell’aria) la stessa polvere estinguente, molto fine, può essere inspirata insieme ad altre sostanze pericolose dall’operatore.

Estintori a schiuma

È costituito da un serbatoio in lamiera d’acciaio la cui carica è composta da liquido schiumogeno diluito in acqua in percentuale dal 3 al 10%.

L’azione estinguente avviene per soffocamento (separazione del combustibile dal comburente) e per raffreddamento in minima parte.

Sono impiegati normalmente per incendi di liquidi infiammabili (classe B). Sui fuochi di classe A ha uno scarso rendimento. Non è utilizzabile sulle apparecchiature elettriche e sui fuochi di classe D.

Estintori a CO2

L'estintore contiene CO2 compresso e liquefatto. È strutturalmente diverso dagli altri in quanto costituito da una bombola in acciaio realizzata in un unico pezzo di spessore adeguato alle pressioni interne, gruppo valvolare con attacco conico e senza foro per attacco manometro né valvolino per controllo pressioni.

Si distingue dagli altri estintori anche per le colorazioni dell'ogiva (grigio chiaro, anche se non obbligatorio) e dal diffusore di forma tronco-conica.

La CO2 che fuoriesce da un estintore può provocare ustioni da freddo.

Per la forte evaporazione del gas ha una gittata limitata, è necessario avvicinarsi il più possibile al focolaio, utilizzando dispositivi di protezione individuale: la distanza ottimale del getto è non oltre 2 metri.

Il gas circonda i corpi infiammati, abbassa la concentrazione di ossigeno e spegne per soffocamento e raffreddamento.

Il serbatoio dell'estintore ad anidride carbonica deve essere sottoposto a collaudo ogni 5 anni.

Nei locali chiusi occorre prevedere una quantità di CO2 pari al 30% della cubatura del locale per ottenere lo spegnimento dell’incendio per saturazione d’ossigeno.

L’estintore a CO2 può essere utilizzato su fuochi di classe B, C, quadri e apparecchiature elettriche fino a 1000 V (se riportato sulle avvertenze); esso non è adatto sui focolai di classe A, in quanto il gas produce solo un abbassamento momentaneo della temperatura senza l’inibizione delle braci prodotte dall’incendio e quindi dopo la scarica si reinnescherebbe nuovamente l’incendio. L'utilizzo di estintori a CO2 contro fuochi di classe F è considerato pericoloso.

AddettiAntincendio.net

© 2015 - Webmaster & designer: Corrado Del Buono - CONTATTI

PRIVACY: Questo sito utilizza cookie di terze parti (Google AdSense, Google Analytics) per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. MAGGIORI DETTAGLI